LA “GIUSTIFICAZIONE”

Alla periferia sud ovest di Roma c’è una statua alta quattro metri di Padre Pio (vedi foto), in atteggiamento benedicente, fattura di un artigiano amico nostro conosciuto negli anni ’70.  Anche per me, pur alto, toccare la mano del Santo è un’impresa difficile, ma ne vale la pena, perché si nutre il senso della Giustificazione.
La didascalia alla base della statua così recita: ”il Signore ti benedica, ti guardi, volga la Sua faccia  verso di te, ti dia Misericordia, ti dia Pace”, che è esattamente il termine assolutorio della confessione del Frate, quando le cose erano andate bene.
Roma, 4 febbraio 2016, Piazzale del Verano, Padre Pio e (Padre Leopoldo) sono ostentati dentro San Lorenzo fuori le Mura, la fila umana di pellegrini visitatori si snoda immensa e sinuosa, composta e speranzosa.
E’ incredibile come, a distanza di tanti anni (la canonizzazione è del 2002 e sembra passato un secolo) ancora ci sia tanta devozione e tanta speranza popolare. Cosa si aspetta tutta quella gente da un Frate vissuto in un’epoca in cui si credeva ancora in Dio, Patria e Famiglia? Adesso al posto della Patria c’è il localismo, il particolarismo, l’individualismo, al posto della Famiglia c’è la “stepchild adoption” e le varie forme di surrogato e al posto di Dio c’è l’Ego o tutt’al più Internet che tutto sommato è un dio. Del resto, forse è giusto così, e chi siamo noi per giudicare, visto che ha detto così anche il Papa.?! Allora capisci il perché, ancora, dell’importanza di un Padre Pio, che aveva in sé due soli poveri strumenti, la Preghiera e la Confessione (i Miracoli, potrebbe dire qualcuno, ma quelli Lui non li prometteva però a detta di molti li faceva). Con questi due poveri strumenti- Preghiera e Confessione – riscuoteva di molti la Fiducia come (il paragone non sembri forzato) un Artigiano che riscuote Fiducia sul suo operare e attraverso quella dà Certezze. Lui, del resto, era anche molto duro, spesso faceva passare una o due notti all’addiaccio al postulante, ma quando ti dava l’assoluzione, la sua formula liberatoria ti dava il senso della Giustificazione dell’esistenza. Quella Giustificazione che andiamo errantemente, cercando, dal periodo espiativo dell’adolescenza.  Quella vittoria sul senso effimero della vita, che era garantita nell’infanzia dall’apprezzamento  del tuo comportamento da  parte  di  tua madre, come ne “ I due orfani” di Pascoli che lamentano: “chi si compiacerà con noi?” Adesso Padre Pio non può più pronunciare quelle parole straordinarie, pietoso, burbero e amorevole, ma tre o quattro ore di fila te le fa ancora fare alla ricerca disperata (perché oggi siamo tutti un po’ più disperati) del senso della Giustificazione, che non sia comunque solo quello laico del Coraggio e della Dignità e quello civile dell’Etica del Diritto e della Ragione. Diversi amici artigiani, mi hanno sollecitato queste poche, misere righe su un Uomo e un Padre, se vogliamo misterioso ma incommensurabile e così tanto invocato, grande Artigiano della Confessione e Preghiera del Pascaliano “Chi prega si salva”.
E allora non vi stupite se dopo la lunga, stancante fila e la Sua visione nella teca, si sente ancora “il Signore ti benedica, ti guardi, volga la Sua faccia verso di te,  ti dia Misericordia, ti dia Pace”. A Roma c’è tempo fino a giovedì e che ognuno sia Giustificato e Pacificato comunque.

Casartigiani, opinione dentro i fatti.