CUPLA: PENSIONI DI REVERSIBILITÀ

Roma, 19 febbraio 2016 – Nonostante le rassicurazioni contenute nelle dichiarazioni del Ministro Padoan alla Camera, secondo le quali il Governo non sarebbe intenzionato ad intervenire sulle pensioni di reversibilità, permane il clima di allarme e di forte incertezza da parte dei numerosi pensionati – in prevalenza donne – cha attualmente percepiscono tale prestazione.
Si tratta di chiarire soprattutto se la razionalizzazione riguarderà non solo le prestazioni in essere ma anche quelle future. Visto che attualmente le pensioni di reversibilità ai superstiti sono già molto penalizzate e pertanto sarebbe necessario migliorarle anziché peggiorarle ulteriormente. In particolare gli attuali parametri di calcolo riferiti alle condizioni reddituali e patrimoniali andrebbero elevati.
Il CUPLA – Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo – al quale fanno capo otto Sindacati nazionali di pensionati dei settori del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura (ANAP-Confartigianato; Associazione Pensionati CIA; 50&Più-Confcommercio; CNA Pensionati; Federpensionati Coldiretti; FIPAC-Confesercenti; FNPA Casartigiani; SNP Confagricoltura) chiede che venga fatta chiarezza su tutti gli aspetti del disegno di legge comprese le pesanti ricadute che ne scaturirebbero in termini economici per le famiglie.
Il CUPLA sollecita il Governo a chiarire i nodi più controversi della vicenda e ridare garanzie ai pensionati e alle loro famiglie.

Ci permettiamo di aggiungere una breve considerazione, all’opportuna e tempestiva presa di posizione del CUPLA, su quanto in essere e non in essere, che riguarda le pensioni di reversibilità. Eravamo già intenzionati a farlo, ma abbiamo voluto attendere che l’importante Raggruppamento, di cui fa parte anche la nostra gloriosa FNPA, riunisse gli organi e prendesse posizione. Eravamo convinti che dopo la “batosta” del prestigioso duo Monti-Fornero (perché effettivamente come studiosi sono prestigiosi) , in materia di pensioni, non vi fossero altri provvedimenti, se non temperativi e migliorativi. Eravamo convinti così e vogliamo continuare ad esserlo, anche perché questo accanimento verso le “pantere grigie” comincerebbe a diventare come il reiterato scappellotto a quello più piccolo e più innocuo e soprattutto assumerebbe il sapore dell’iniquità.
Svetonio diceva sempre che il buon pastore tosa le pecore non le scortica, aggiungiamo noi, soprattutto se è vecchia e ha dato latte e lana. Germozzi diceva sempre, anche, citando lo stesso Svetonio, “che il popolo che non rispetta gli anziani, non è degno di essere definito popolo. Anche qui, aggiungiamo noi, soprattutto se l’anziano è donna ed è vedova. Se proprio si deve ed è necessario, come nei migliori film western, colpite gli uomini (che a rimanere soli sono molti di meno) ma lasciate stare le donne. Ma Giuliano Poletti che è un gran signore e non può essere troppo diverso da quello che era nelle interminabili trafile nella “sala verde”, queste cose le sa bene e ne terrà conto.