18 FEBBRAIO 2014 – ORGOGLIO IMPRENDITORIALE

Non ero favorevole come se me lo sentissi, ma dovetti ricredermi.
Non riuscimmo a raggiungere lo scopo concreto, di ottenere una riduzione delle tasse e quant’altro dal governo, anche perché Enrico Letta si era dimesso il giorno prima e tutto il lavoro fatto con Lui era andato perso. Però  avevamo organizzato e reso reale la più grande manifestazione del dopoguerra ad oggi.
Sessantamila i presenti diceva la Questura, ma noi che conosciamo la piazza  fin da ragazzini eravamo consapevoli fossero almeno centomila, con le distribuzioni sul Pincio, in Via del Babbuino, in Via del Corso e in Via Ripetta.
Una partecipazione festosa ma nello stesso tempo in alcuni nervosa e contrastante, avversa agli stessi organizzatori ma motivata, corretta, commovente.
Alcuni hanno tentato dopo di Noi di tutti gli schieramenti politici ma nessuno ha raggiunto neanche lontanamente il livello di partecipazione.
Spesso in qualsiasi parte d’Italia incontro Artigiani che mi dicono orgogliosamente io c’ero. Quello è stato e sarà per sempre P.zza del Popolo degli Imprenditori  Italiani.
Sembra che il nome derivi dalla chiesa di Santa Maria del Popolo ora discende anche dalla partecipazione popolare ma in occasione del secondo  anniversario di una irripetibile Epifania possiamo dire , al di là della retorica che è stato raggiunto uno scopo più importante, di quello pure importante della riduzione delle tasse (che dobbiamo continuare a perseguire). E’ stato raggiunto l’obiettivo strategico di dare una voce unica a tutta la piccola imprenditoria italiana e di rappresentarne l’Orgoglio e la Dignità che nessun provvedimento legislativo ci potrà mai togliere.
Molte situazione umane e professionali, si sono intrecciate e snodate quel giorno a formare tanti eventi positivi e costruttivi anche perché da allora niente è stato più come prima.
Un vero e proprio riscatto dalla minimalità, dalla superficialità e dalla marginalità nella quale tutta le intellighentie, tutte le politiche e tutte le forze più o meno esoteriche ci avevano relegato in circa 60 anni. Non sappiamo se ci sarà mai e se sarà necessario un altro evento del genere nell’epoca di Internet e delle video conferenze ma sappiamo che con uno sforzo immane andava fatto e noi lo abbiamo fatto.
Onore e merito a quei galantuomini di Giorgio Merletti, Daniele Vaccarino, Carluccio Sangalli e Marco Venturi.

Giacomo Basso